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WP4 - Gruppo di lavoro italiano "Interoperabilità e servizi"
Linee guida tecniche per i programmi di creazione di contenuti culturali digitali
Edizione italiana 2.0

PREPARARE LA DIGITALIZZAZIONE

Gli oggetti da avviare alla digitalizzazione devono essere catalogati; in mancanza di risorse catalografiche o inventariali preesistenti, la catalogazione avverrà nell’ambito del progetto di digitalizzazione. La catalogazione consente infatti di stabilire un legame con la collezione o il catalogo esistente ed è di estrema importanza ai fini della conservazione dell’originale e della fruizione, reperimento e interpretazione sia dell’originale sia della risorsa digitale che lo rappresenta.
Nella fase di preparazione i progetti devono tener conto delle caratteristiche fisiche degli oggetti da digitalizzare e degli usi cui saranno destinate le risorse digitali che si creano.
Per il materiale archivistico e librario, ad esempio, le caratteristiche da prendere in considerazione includeranno:

  • stato di conservazione e fragilità
  • maneggevolezza
  • ordinamento
  • legatura
  • supporto
  • dimensioni
  • cartulazione
  • presenza di altri elementi notevoli, quali sigilli, miniature, annotazioni, stemmi ecc.

Nella scelta dell’hardware e del software per la digitalizzazione, i responsabili dei progetti devono tener conto delle caratteristiche degli oggetti originali e, in particolare, di formato, dimensioni, stato di conservazione, e dovrebbero essere consapevoli dell’importanza di una fedele registrazione di proprietà quali il colore.


esempi, raccomandazioni e linee guida

TASI: Advice: Creating Digital Images
<http://www.tasi.ac.uk/advice/creating/>

The Digitisation Process
<http://www.ukoln.ac.uk/nof/support/help/papers/digitisation.htm>

Paul Ayris, Guidance for selecting materials for digitisation (Joint RLG and NPO Preservation Conference Guidelines for Digital Imaging)
<http://www.rlg.org/preserv/joint/ayris.html>

3.1  Hardware

Non si intende in questa sede fornire consigli specifici circa la selezione dell’hardware per la digitalizzazione, ma piuttosto offrire direttive di carattere generale.
I responsabili dei progetti devono dimostrare di essere a conoscenza della gamma di apparecchiature disponibili sul mercato, di sapere quali fattori determinano l’opportunità del loro impiego con i diversi tipi di oggetti fisici e di conoscere le modalità con cui tali apparecchiature si connettono a strumentazioni esterne, come un personal computer.
I responsabili dei progetti devono garantire che le apparecchiature prescelte per la digitalizzazione generino oggetti digitali di qualità adeguata agli usi previsti, entro accettabili limiti di costo.
A tale scopo devono richiedere e verificare che le apparecchiature di acquisizione richieste siano idonee per quanto riguarda:

  1. Caratteristiche dell’ottica: risoluzione ottica, messa a fuoco, profondità di campo
  2. Caratteristiche del sensore: tipologia, metodo di scansione, risoluzione o densità di campionamento spaziale, rumorosità, corrente di buio, profondità di colore, presenza o meno di interpolazione per il colore, fedeltà al colore (ove richiesto)
  3. Illuminatori: potenza, geometria ed uniformità, frazione di radiazione UV
  4. Stabilità (necessità di calibrazioni a cadenza temporale)
  5. Banchi di ripresa: (fissi, basculanti, con vetro ecc. e loro adeguatezza al trattamento degli originali)
  6. Server di acquisizione
  7. Rete locale e collegamento a Internet.

Per quanto riguarda i precedenti punti 1, 2, 3, verifiche delle prestazioni richieste o dichiarate dai fornitori possono essere effettuate tramite opportuni strumenti e procedure mirate con l’uso di test chart di riferimento.
Per quanto riguarda il punto 6, nel caso di acquisizioni effettuate con scanner, il processo di digitalizzazione non si esaurisce nella sola fase di acquisizione dei dati immagine: i dati grezzi convertiti in numeri dal sensore e dall’elettronica connessa vengono gestiti da un sistema di calcolo (server di acquisizione) che provvede anche alla loro pre-elaborazione e memorizzazione nei formati scelti. Tale hardware contiene anche le procedure di calibrazione del sistema e generalmente ne fa parte integrante. La conoscenza degli apparati hardware e soprattutto delle procedure di pre-elaborazione impiegate per ottenere i file finali dai dati grezzi è importante per valutare la qualità finale delle immagini acquisite.
La scelta dei parametri sopra menzionati determina le prestazioni del prodotto digitale, sia in termini di qualità sia di tempi di esecuzione, e ha grande impatto sulla stima dei costi. Il responsabile del progetto, prima di acquisire la strumentazione per la digitalizzazione o di darne in appalto il servizio, ove non disponga di competenze tecniche, dovrebbe avvalersi di consulenze esterne adeguate e dovrebbe stimare accuratamente i costi basandosi sui requisiti specifici del progetto. Nelle gare di appalto dovrebbe inoltre stabilire un congruo peso al merito tecnico, eventualmente avvalendosi delle medesime consulenze per l’effettuazione dei test e dei collaudi necessari.

3.2  Software

Non è nostra intenzione identificare specifici software per la digitalizzazione, ma proporre dei criteri per la loro selezione.
I responsabili dei progetti devono dimostrare di conoscere a fondo i software per l’acquisizione e il trattamento delle immagini, per la creazione e la gestione delle basi di dati, per la consultazione e l’accesso via Internet a basi di dati e immagini, e di essere al corrente dei requisiti hardware e software per ciascun prodotto software.
Il progetto deve garantire che il software offra le funzionalità necessarie per l’uso cui sono destinati gli oggetti digitali creati, entro accettabili limiti di costo, e che il personale coinvolto nel progetto sia in grado di usarlo.
Il software adottato deve avere i requisiti di interoperabilità, portabilità, aderenza agli standard, apertura.
Con la direttiva del 19 dicembre 2003 il Ministro per l’innovazione e le tecnologie definisce le modalità per l’acquisizione e l’utilizzo di programmi open source, espressione con cui si intende un processo di produzione, distribuzione ed evoluzione del software che si basa sulla apertura del codice sorgente e sulla sua libera circolazione. Nella direttiva Stanca si precisano i criteri che le pubbliche amministrazioni dovranno seguire per l’acquisto o la produzione dei programmi informatici, quali la possibilità di trasferire ad altre amministrazioni i programmi acquisisti, l’interoperabilità e la cooperazione delle soluzioni applicative tra le amministrazioni, la non dipendenza da un unico fornitore, la non dipendenza da tecnologie proprietarie, la visibilità e tracciabilità del codice sorgente, l’esportabilità dei dati e dei documenti in più formati di cui almeno uno “aperto” e infine la possibilità, attraverso specifiche clausole contrattuali, di trasferire la titolarità delle licenze d'uso ad altre amministrazioni.
Le pubbliche amministrazioni europee promuovono e incoraggiano con sempre maggior convinzione l’impiego di software open source, in quanto permette maggiore rispondenza ai requisiti funzionali e quindi una più elevata qualità di prodotti e servizi, agevola l’interoperabilità e migliora il rapporto costi-efficienza, favorendo la sostenibilità.
IDABC, in particolare, evidenzia come il software open source venga bene incontro alle esigenze delle pubbliche amministrazioni, consentendo a organizzazioni diverse di condividere il know-how e di riusare il software adattandolo a esigenze diverse e garantendo l’aderenza agli standard aperti, con effetti di miglioramento dell’interoperabilità e dell’equità delle condizioni di accesso ai servizi e alle informazioni prodotte dal settore pubblico.


normativa

Direttiva del Ministro per l'innovazione e le tecnologie, 19 dicembre 2003,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 7 febbraio 2004
Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte
delle pubbliche amministrazioni
<http://www.innovazione.gov.it/ita/normativa/allegati/Dir191203.pdf>

esempi, raccomandazioni e linee guida

UNESCO
Free and Open Source Software Portal
<http://www.unesco.org/cgi-bin/webworld/portal_ freesoftware/cgi/page.cgi?d=1>

IDABC
Open Source Observatory
<http://ec.europa.eu/idabc/en/chapter/452>

CNIPA
Osservatorio Open Source
<http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%C3%A0/Osservatorio_Open_Source/>

Portale del riuso
<http://www2.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%c3%a0/Riusabilit%c3%a0_del_software_nella_PAC>

3.3  Ambiente

Creare un ambiente adatto al processo di digitalizzazione è importante per garantire che il processo produca con efficacia risorse digitali usabili e per minimizzare ogni possibile conseguenza dannosa a carico dei documenti fisici originali.

La digitalizzazione può essere condotta da personale interno, tramite attrezzature esistenti o appositamente acquisite, può essere appaltata a un’agenzia esterna che operi all’interno o all’esterno della struttura, oppure può prevedere un sistema misto che comprenda l’intervento di risorse interne ed esterne.

 

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