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WP4 - Gruppo di lavoro italiano "Interoperabilità e servizi"
Linee guida tecniche per i programmi di creazione di contenuti culturali digitali
Edizione italiana 2.0

Metadati

I metadati possono essere letteralmente definiti come “dati sui dati”, ma si interpreta generalmente il termine nel senso di dati strutturati che possono supportare un’ampia gamma di operazioni sulle risorse digitali.
Le operazioni supportate dai metadati possono comprendere individuazione e recupero, gestione e controllo (incluso il rights management) e conservazione a lungo termine delle risorse. Per supportare queste differenti funzioni possono essere necessari metadati diversi. Nella pratica, però, singoli schemi di metadati spesso supportano molteplici funzioni e comprendono più d’una delle categorie sotto elencate.
I metadati possono essere distinti in tre categorie funzionali:

Descrittivi: per l’identificazione e il recupero degli oggetti digitali; sono costituiti da descrizioni normalizzate dei documenti fonte (o dei documenti digitali nativi), risiedono generalmente nelle basi dati dei sistemi di information retrieval all’esterno dei depositi degli oggetti digitali e sono collegati a questi ultimi tramite appositi link.

Amministrativi e gestionali: per le svariate operazioni di gestione degli oggetti digitali all’interno dell’archivio.

Strutturali: per descrivere la struttura interna dei documenti (ad esempio, introduzione, capitoli, indice di un libro) e gestire le relazioni fra le varie parti componenti gli oggetti digitali.

I metadati amministrativi e gestionali, più che quelli descrittivi, assumono una importanza preponderante ai fini del mantenimento e dell’accessibilità a lungo termine dell’eredità culturale digitale in quanto documentano le modalità di generazione, immissione, archiviazione e manutenzione degli oggetti digitali; forniscono inoltre specifiche formali per le fasi di raccolta e archiviazione dei metadati. Si prestano particolarmente bene a essere utilizzati all’interno di modelli logico-funzionali dell’archivio degli oggetti digitali come l’Open Archival Information System (OAIS), divenuto nel 2003 standard ISO 14721.
Il reference model per un Open Archival Information System (OAIS) rappresenta un tentativo di fornire un quadro di riferimento di alto livello per lo sviluppo e il confronto di archivi digitali. Il reference model presenta sia il modello funzionale, che delinea le operazioni che un archivio deve svolgere, sia il modello informativo, che descrive i metadati necessari per supportare quelle operazioni.

7.1  Ambito di applicazione dei metadati

Può essere necessario fornire metadati per varie classi di risorse, in particolare per:

  • l’oggetto fisico digitalizzato
  • gli oggetti digitali creati durante il processo di digitalizzazione e memorizzati come master digitali
  • gli oggetti digitali derivati da tali master per la diffusione in rete
  • le nuove risorse create impiegando tali oggetti digitali
  • collezioni di ogni sorta di oggetti sopra citati.

7.2  Standard di riferimento

Le comunità di responsabili della gestione di diversi tipi di risorse hanno sviluppato propri standard di metadati per supportare operazioni sulle risorse di loro pertinenza.
In ambito museale sono stati creati gli standard SPECTRUM (UK) e CDWA per supportare la gestione degli oggetti museali; il settore degli archivi ha sviluppato gli standard ISAD(G), ISAAR(CPF) e il formato EAD per fare fronte all’amministrazione e al reperimento di documentazione d’archivio; le biblioteche usano gli standard della famiglia ISBD e per i formati la famiglia MARC per supportare la rappresentazione e lo scambio di metadati bibliografici.
I progetti devono mostrare consapevolezza dei requisiti per gli standard di metadati specifici della comunità o dominio di riferimento.
I progetti dovrebbero assicurare che gli schemi di metadati adottati siano completamente documentati. La documentazione dovrebbe includere dettagliate linee guida per la descrizione che elenchino gli elementi dei metadati da impiegare e che spieghino come questi elementi debbano essere usati per descrivere i tipi di risorse creati e gestiti dal progetto. Tali linee guida sono necessarie anche quando si adotta uno schema di metadati standard, per spiegare come quello schema debba essere applicato nello specifico contesto del progetto.


standard

SPECTRUM, the UK Museum Documentation Standard
<http://www.mda.org.uk/spectrum.htm>

Getty Research Institute,
Categories for the Description of Works of Art (CDWA)
<http://www.getty.edu/research/conducting_research/standards/cdwa/>

Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD)
Standard catalografici
<http://www.iccd.beniculturali.it/standard/normative_300.html>

ISBD (G) General International Standard for Bibliographic Description,
revised edition, 1992
Edizione italiana: ICCU, 1999
UNIMARC Manual Authorities Format.
2. revised edition. München: Saur, 2001

UNIMARC Manual Bibliographic Format. München: Saur, 2002 (Update 4)

UNIMARC Manual: Authorities Format 2001 (Concise version)
<http://www.ifla.org/VI/3/p2001/guideright.htm>

Machine Readable Cataloguing (MARC): MARC 21
<http://www.loc.gov/marc/>

International Standard for Archival Description (General) (ISAD (G).
Second edition
<http://www.ica.org/biblio.php?pdocid=2>

International Standard Archival Authority Record for Corporate Bodies, Persons and Families
<http://www.ica.org/biblio.php?pdocid=2>

Encoded Archival Description (EAD)
<http://www.loc.gov/ead/>
Edizione italiana: EAD. Descrizione archivistica codificata. Dizionario dei marcatori. Versione 2002, ICCU, 2005

Metadata object description schema (MODS)
<http://www.loc.gov/standards/mods/>

MODS User Guidelines Version 2.0
<www.loc.gov/standards/mods/mods-userguide-intro.html>

esempi, raccomandazioni e linee guida

California Digital Library (CDL). Guidelines for for Digital Objects
<http://www.cdlib.org/inside/diglib/guidelines/>

Online Archive of California (OAC)
Best Practice Guidelines for Encoded Archival Description
<http://www.cdlib.org/inside/diglib/guidelines/bpgead>

Cathro, Warwick. Metadata: An Overview. 1997
<http://www.nla.gov.au/nla/staffpaper/cathro3.html>

7.2.1  Metadati descrittivi

I metadati descrittivi servono per il reperimento e l'interpretazione dell’oggetto digitale.
I progetti dovrebbero mostrare di conoscere i requisiti per i metadati descrittivi degli oggetti digitali.
Per favorire il reperimento delle loro risorse da parte di un’ampia gamma di applicazioni e servizi, i progetti devono catturare e immagazzinare metadati descrittivi sufficienti a generare per ciascun oggetto una descrizione attraverso il set di metadati Dublin Core (DCMES, Dublin Core Metadata Element Set) nella sua formulazione semplice/non qualificata.
Il DCMES è uno schema di metadati descrittivi molto semplice, prodotto di un’iniziativa interdisciplinare e progettato per supportare il reperimento di risorse attraverso una vasta gamma di domini. Definisce quindici elementi che consentono di reperire risorse appartenenti a domini diversi: Titolo, Creatore, Soggetto, Descrizione, Editore, Autore di contributo subordinato, Data, Tipo, Formato, Identificatore, Fonte, Lingua, Relazione, Copertura, Gestione dei diritti.
Questa linea guida non implica che per ogni oggetto vada registrato soltanto il set elementare di metadati DC: la capacità di fornire i metadati DC semplici è, piuttosto, il requisito minimo indispensabile per consentire il reperimento della risorsa. Nella prassi, il set base di metadati DC è generalmente un sottoinsieme di un più ricco corredo di metadati item-level.
Per agevolare il reperimento delle risorse nell’ambito del patrimonio culturale, i progetti dovrebbero anche prendere in considerazione l’adozione di metadati descrittivi di ciascun oggetto conformi allo schema DC.Culture.
I progetti dovrebbero mostrarsi al corrente di ogni altra prescrizione concernente i metadati descrittivi, e possono dover catturare e memorizzare ulteriori metadati descrittivi per soddisfare tali ulteriori requisiti.


standard

Dublin Core Metadata Element Set, Version 1.1
<http://dublincore.org/documents/dces/>
Traduzione italiana
<http://www.iccu.sbn.it/genera.jsp?id=116>

DC.Culture
<http://www.minervaeurope.org/DC.Culture.htm>

esempi, raccomandazioni e linee guida

Using Dublin Core
<http://dublincore.org/documents/usageguide/>

7.2.2  Metadati amministrativi e gestionali

I metadati amministrativi vengono usati per la gestione dell’oggetto digitale e per offrire maggiori informazioni sulla sua creazione e su ogni restrizione d’uso.

La categoria può comprendere:

  • metadati tecnici, che descrivono le caratteristiche tecniche della risorsa digitale
  • metadati per la conservazione che comprendono:
    • metadati relativi alla fonte, che descrivono l’oggetto dal quale è derivata la risorsa digitale
    • metadati relativi alla provenienza, che descrivono la storia delle operazioni effettuate su un oggetto digitale fin dalla sua creazione
  • metadati per la gestione dei diritti (rights management) che descrivono i diritti d’autore e di riproduzione, le restrizioni e le licenze che vincolano l’uso della risorsa. Non esiste attualmente uno standard per questa tipologia di metadati, ma sono in corso varie iniziative
  • metadati per la conservazione a lungo termine (preservation), necessari a conservare adeguatamente per un periodo di tempo indefinito il contenuto digitale.

I progetti dovrebbero mostrare di conoscere i requisiti per i metadati amministrativi per gli oggetti digitali.
I progetti devono acquisire e memorizzare metadati amministrativi sufficienti per la gestione delle loro risorse digitali.
I metadati tecnici comprendono informazioni che possono essere raccolte efficacemente solo nel corso dello stesso processo di digitalizzazione; ad esempio, informazioni sulla natura del materiale fonte, sulla strumentazione usata per la digitalizzazione e sui parametri adottati (formati, tipi di compressione ecc.) e sugli agenti responsabili per il processo di digitalizzazione.
E’ possibile generare alcuni di questi metadati attraverso il software di digitalizzazione.
Per questa tipologia di metadati non esiste uno standard unico affermato a livello internazionale. Per le immagini, un comitato dello statunitense NISO (National Information Standard Organisation) ha prodotto una bozza di data dictionary di metadati tecnici per le immagini digitali fisse.
Un set di sedici elementi base di metadati per la conservazione a lungo termine è stato pubblicato nel 1998 da un gruppo di lavoro sui metadati per preservation, istituito dal Research Libraries Group (RLG).
Nel quadro del modello OAIS, un gruppo di lavoro OCLC/RLG sui metadati per la conservazione a lungo termine ha sviluppato proposte per due componenti del modello informativo OAIS pertinenti direttamente ai metadati per la preservation (Content Information e Preservation Description Information).
In Italia dal 2000 opera, costituito a cura dell’ICCU, un Gruppo di studio sugli standard e le applicazioni di metadati nei beni culturali, composto da esperti appartenenti alle istituzioni che avevano in corso importanti progetti di digitalizzazione finalizzati a promuovere il reperimento e l'accesso a informazioni afferenti a vari settori dei beni culturali. Sulla base delle esperienze condotte in alcuni progetti pilota, quali, ad esempio, Arricchimento dei servizi della Bibliografia nazionale italiana (ARSBNI), Archivio digitale della musica veneta (ADMV), conversione digitale degli Atti della Camera dei Deputati, progetti della Discoteca di Stato ecc.) è stato proposto uno schema per i metadati gestionali amministrativi, lo schema MAG, ora alla versione 2.0.
Lo schema MAG definisce un set di metadati relativi a:

  • modalità e politica di accesso alle risorse digitali
  • aspetti organizzativi e di gestione degli oggetti digitali con i relativi servizi
  • strategie di conservazione di lungo periodo degli oggetti medesimi.

Si sono definiti gli archivi logici di metadati e un workflow sulla base del modello OAIS e del set di metadati della Library of Congress.
La presenza dei metadati gestionali amministrativi rappresenta una necessaria e preliminare applicazione delle diverse possibili metodologie per affrontare il problema della conservazione nel tempo delle risorse.
Tali dati non sostituiscono la catalogazione, che viene raccomandata preventivamente a ogni progetto di digitalizzazione.
Il Gruppo che lo ha elaborato sta confrontando il MAG con altri standard utilizzati per poter mappare i suoi dati e sviluppare una interoperabilità effettiva.
Il Gruppo ha ritenuto ambito naturale di applicazione di questo lavoro la Biblioteca Digitale Italiana (BDI), e in particolare alcune indicazioni date nello studio di fattibilità per la BD commissionato dalla Direzione generale beni librari del Ministero per i beni e le attività culturali.
I progetti nazionali monitorati dalla BDI e dalla Direzione generale beni librari dovrebbero adottare lo standard MAG.


standard

NISO Z39.87-2002 AIIM 20-2002
Data Dictionary -- Technical Metadata for Digital Still Images
<http://www.niso.org/standards/resources/Z39_87_trial_use.pdf>
 
Reference Model for an Open Archival Information System (OAIS)
<http://www.ccsds.org/docu/dscgi/ds.py/Get/File-143/650x0b1.pdf> - <http://nost.gsfc.nasa.gov/isoas/ref_model.html>

RLG Working Group on Preservation Issues of Metadata. Final Report 1998
<http://www.rlg.org/preserv/presmeta.html>

Preservation Metadata and the OAIS Information Model:
A Metadata Framework to Support the Preservation of Digital Objects
<http://www.oclc.org/research/projects/pmwg/pm_framework.pdf>

Comitato metadati amministrativi e gestionali. Schema MAG
<http://www.iccu.sbn.it/genera.jsp?id=99>

MAG Vers. 1.5
<http://www.iccu.sbn.it/genera.jsp?id=103>

MAG Vers. 2.0
<http://www.iccu.sbn.it/genera.jsp?id=105>

MAG Vers. 2.0.1
<http://www.iccu.sbn.it/genera.jsp?id=267>

esempi, raccomandazioni e linee guida

Coyle K. Rights expression language: a report for the Library of Congress. 2004
<www.loc.gov/standards/Coylereport_final1single.pdf>

Jewell T. Selection and presentation of commercially available
electronic resources. 2001
<www.clir.org/pubs/reports/pub99/pub99.pdf>

NISO/DLF Workshops on standards for Electronic Resource Management (ERM), 2002 
<http://www.niso.org/news/events_workshops/NISO-DLF-wkshp.html>

M. Day. Preservation Metadata. 2004
<http://www.ukoln.ac.uk/metadata/publications/iylim-2003/>

MAG - Metadati amministrativi e gestionali. Manuale utente, versione 2.0.1
<http://www.iccu.sbn.it/upload/documenti/manuale.html> - <http://www.iccu.sbn.it/upload/documenti/Manuale.pdf>

7.2.3  Metadati strutturali

I metadati strutturali descrivono le relazioni logiche o fisiche che collegano le parti di un oggetto composito. Un libro “fisico”, ad esempio, consiste in una sequenza di pagine. Un documento archivistico può consistere in una sequenza di carte di un fascicolo inserito in una busta, a sua volta parte di una serie inserita in un fondo particolare. Il processo di digitalizzazione può generare un certo numero di risorse digitali distinte, ad esempio una immagine per ogni pagina, ma il fatto che queste risorse formino una sequenza e che quella sequenza costituisca un oggetto composito o faccia parte di una struttura complessa multilivellare è evidentemente essenziale per il loro uso e la loro interpretazione.
Il Metadata Encoding and Transmission Standard (METS: standard di metadati per la codifica e la trasmissione) fornisce un formato di codifica per metadati descrittivi, amministrativi e strutturali, ed è progettato per supportare sia la gestione di oggetti digitali che la distribuzione e lo scambio di oggetti digitali fra i diversi sistemi.
Le IMS Content Packaging Specification (specifiche IMS per la confezione del contenuto) indicano un modo per descrivere la struttura e organizzare le risorse composite per l’apprendimento.
I progetti dovrebbero mostrare di conoscere i requisiti dei metadati strutturali per le risorse digitali, essere consapevoli del ruolo di METS nella “confezione” di metadati e oggetti digitali e al corrente del ruolo delle specifiche IMS per la confezione del contenuto nello scambio di risorse riusabili per l’apprendimento.


standard

Metadata Encoding and Transmission Standard (METS)
<http://www.loc.gov/standards/mets/>

IMS Content Packaging
<http://www.imsproject.org/content/packaging/>

7.2.4  Descrizione delle collezioni

Una risorsa digitale non è creata isolatamente, ma come parte di una collezione digitale, e dovrebbe essere presa in considerazione nel contesto di quella collezione e del suo sviluppo.
Le stesse collezioni possono poi essere viste come componenti intorno ai quali è possibile costruire molti tipi diversi di servizi digitali.
Le collezioni dovrebbero essere descritte in modo tale da consentire a un utente di identificarne le caratteristiche salienti e in modo tale da poterle integrare nel più ampio novero delle collezioni digitali esistenti e all’interno di servizi digitali operanti attraverso queste collezioni.
I progetti dovrebbero mostrare di essere al corrente delle iniziative finalizzate ad accrescere il recupero e l’accesso alle collezioni, come ad esempio inventari di attività di digitalizzazione o di contenuti culturali digitali a livello di programma, comunità, settore o dominio, nazionali o internazionali. I progetti dovrebbero contribuire a fornire metadati per tali servizi, ove di pertinenza.
I progetti dovrebbero fornire descrizioni delle collezioni adottando uno schema di metadati adeguato.
I progetti dovrebbero dimostrare di conoscere lo schema per la descrizione delle collezioni del Research Support Library Programme (RSLP), del set per la descrizione delle collezioni definito da MINERVA e dell’emergente Dublin Core Collection Description Application Profile, il profilo applicativo Dublin Core specifico per la descrizione delle collezioni.
In particolare, i progetti dovrebbero mostrare di conoscere il progetto MICHAEL, Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe, che sta creando un inventario europeo di collezioni culturali digitali basato sugli standard Dublin Core e le specifiche MINERVA per la descrizione dei contenuti culturali digitali; i progetti italiani dovrebbero prendere in considerazione la descrizione delle collezioni da essi create nell’inventario nazionale MICHAEL italiano, interrogabile singolarmente attraverso l’interfaccia pubblica italiana e contestualmente agli altri inventari nazionali dei paesi partner del progetto attraverso il portale europeo.


standard
Dublin Core Collection Description Application Profile
<http://dublincore.org/groups/collections/collection-application-profile/>

MICHAEL Data Model
<http://www.michael-culture.eu/doc.html>

MINERVA. Specifications for inventories of digitised content
<http://www.minervaeurope.org/intranet/documents/specinv0311.pdf>

RSLP Collection Description
<http://www.ukoln.ac.uk/metadata/rslp/>

esempi, raccomandazioni e linee guida

Dublin Core Collection Description Community
<http://dublincore.org/groups/collections/>

Collection Description Focus
<http://www.ukoln.ac.uk/cd-focus/>

ICA Guidelines for the Preparation and Presentation of Finding Aids.
Traduzione italiana a cura di Francesca Ricci
<http://www.anai.org/politica/strumenti/Guidelines.pdf>

MICHAEL. Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe
Sito del progetto:  http://www.michael-culture.eu/
Portale europeo: http://www.michael-culture.org/
Portale italiano: http://michael-culture.it/

MICHAEL-UK Collection Description Manual
<http://www.michael-culture.eu/technology/ collectiondescriptionmanual/intro.htm>

MINERVA. Deliverable D3.1. Inventories, discovery of digitised content & multilingual issues: report analysing existing content
<http://www.minervaeurope.org/intranet/reports/D3_1.pdf>

7.2.5  Standard terminologici

Perché la trasmissione delle informazioni veicolate dai metadati sia efficace non è sufficiente la semplice comprensione e condivisione dello schema di metadati adottato e degli elementi che lo compongono. Occorre anche un accordo sui descrittori da usare come valori di quegli elementi di metadati, o attraverso l’adozione di terminologie comuni o adottando terminologie differenti in cui le equivalenze e le relazioni fra i termini siano chiaramente definite.
I progetti dovrebbero adottare come valori per gli elementi dei metadati, ogni qual volta ciò sia possibile, fonti terminologiche multilingue riconosciute. Solo quando non è disponibile alcuna terminologia standard o encoding scheme possono essere prese in considerazione terminologie di uso locale. Quando si adottino terminologie locali, si devono mettere pubblicamente a disposizione informazioni sulla terminologia, i termini che la compongono e il loro significato.
L’adozione di una terminologia, o vocabolario, nelle registrazioni dei metadati, sia essa standard o propria del progetto, deve essere indicata senza ambiguità nel record di metadati.
Le registrazioni di metadati sulle collezioni dovrebbero far uso delle terminologie raccomandate dallo schema MINERVA, da Dublin Core Collection Description o dal progetto MICHAEL per la descrizione delle collezioni.


esempi, raccomandazioni e linee guida

MINERVA. Deliverable D3.2. Inventories, discovery of digitised content & multilingual issues: Feasibility survey of the common platform
<http://www.minervaeurope.org/intranet/reports/D3_2.pdf>


 

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