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WP4 - Gruppo di lavoro italiano "Interoperabilità e servizi"
Linee guida tecniche per i programmi di creazione di contenuti culturali digitali
Edizione italiana 2.0

DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE

I diritti di proprietà intellettuale comprendono la proprietà letteraria e scientifica (il diritto d’autore e i diritti connessi, o, in ambito anglosassone, il copyright) e la proprietà industriale (i brevetti, i marchi, i disegni e modelli industriali) ma sono soprattutto i diritti d’autore e di riproduzione che interessano quando si digitalizzano contenuti culturali.
I progetti devono essere consapevoli dei diritti che entrano in gioco nella creazione, riproduzione, adattamento, negoziazione, diffusione e “repackaging” dei contenuti digitali culturali.
In particolare, i progetti sono interessati al copyright da due punti di vista:

  • come identificare i diritti sul materiale che intendono digitalizzare
  • come agevolare il riuso e come evitare usi non autorizzati delle risorse digitali dell’istituzione.

I progetti devono rispettare i diritti di proprietà intellettuale e di riproduzione detenuti sui materiali con i quali lavorano, in particolare:

  • i diritti detenuti sui materiali originali digitalizzati
  • i diritti detenuti sulle risorse digitali
  • i diritti o le concessioni assegnate ai service provider per mettere a disposizione le risorse digitali
  • i diritti o le concessioni assegnati all’utente delle risorse digitali.

I progetti devono inoltre rispettare ogni diritto discendente dai termini e dalle condizioni dei programmi di digitalizzazione nel cui quadro essi operano.
Le seguenti circostanze si verificano molto frequentemente nell’ambito delle attività di digitalizzazione delle istituzioni pubbliche:

Materiali pubblicati. Gli editori solitamente non sono inclini ad autorizzare la digitalizzazione di materiali su cui ancora detengono i diritti, a meno che essa non risulti per loro di qualche vantaggio. Su materiali più vecchi i diritti possono essere scaduti, ma il progetto ha la responsabilità di accertarlo. È bene ricordare che i diritti morali dell’autore (paternità e integrità dell’opera, inedito) non hanno scadenza.
Materiali di produzione interna. I diritti di utilizzazione economica 1 su ogni opera prodotta da dipendenti di un’istituzione nell’esercizio delle loro funzioni appartengono all’istituzione. Alcune istituzioni accademiche possono non rivendicare tali diritti, in tal caso gli autori possono averli assegnati a editori esterni. Chi presta la propria opera a titolo volontario è titolare dei diritti di utilizzazione economica sul proprio lavoro, a meno che non li ceda per iscritto.
Opere commissionate da istituzioni. Su tali opere, ad esempio fotografie, sono normalmente assicurati alle istituzioni i diritti di riproduzione, ma tali diritti possono non estendersi alla digitalizzazione, a meno che questo non sia espressamente previsto dagli accordi stipulati. I progetti delle istituzioni avranno il diritto di utilizzare i materiali digitalizzati solo se tale permesso è assicurato, altrimenti dovranno richiedere le debite autorizzazioni.
Doni, lasciti e prestiti. Vi possono essere collegate clausole che condizionano la disponibilità per la digitalizzazione.
Nel dare accesso ai contenuti culturali in rete bisogna tener conto anche di altre normative che regolamentano settori diversi da quello della proprietà intellettuale, quali le normative a tutela della riservatezza (privacy) o di particolari soggetti (ad esempio, i bambini), le leggi di tutela del patrimonio culturale, quelle che definiscono oscenità e indecenza o pongono restrizioni alla diffusione di particolari categorie di contenuti (ad esempio, la propaganda nazista) e i diritti di rirpoduzione sui beni culturali in consegna a enti pubblici. Occorre inoltre sempre considerare i rischi cui la diffusione delle informazioni può esporre il patrimonio culturale non musealizzato.

11.1  Identificare, registrare e gestire i diritti di proprietà intellettuale

Per gestire correttamente i diritti detenuti sulle risorse culturali, i progetti devonoanzitutto identificare e registrare quali siano i diritti esistenti sui materiali.
Quando necessario, i progetti devono negoziare con i detentori dei diritti per ottenere l’autorizzazione a usare i materiali (liberatoria di digitalizzazione della risorsa). L’istituzione culturale può decidere che per realizzare un determinato progetto è più conveniente cercare di acquistare i diritti di proprietà intellettuale sui contenuti di cui ha bisogno. In tal caso essa dovrà sottoscrivere un accordo chiamato “assegnazione”.
Nel richiedere una liberatoria, un progetto deve:

  • specificare accuratamente i contenuti che intende utilizzare
  • specificare qualsiasi possibile uso di quei contenuti: ad esempio l’impiego di dettagli di opere, la modifica, la sovrimpressione (overprinting), il ritaglio (cropping) o altra rielaborazione dell’immagine
  • richiedere la liberatoria per tutto ciò che essa si propone di fare con tali materiali, compreso la loro pubblicazione su pagine web multiple e qualsiasi utilizzazione futura
  • stabilire l’esatto periodo di tempo durante il quale si ha necessità di usufruire dei diritti in questione (comprendendo anche il tempo durante il quale i contenuti dovranno essere accessibili via Internet)
  • accertarsi che i diritti di terzi siano stati anch’essi presi in considerazione e che ne sia stata rilasciata liberatoria, se necessario.

I progetti devono registrare le liberatorie, le assegnazioni, le licenze d’uso, che specificano la natura e l’ambito del contenuto, i modi in cui può essere utilizzato, l’estensione geografica della licenza, la durata della licenza e, se necessario, il pagamento dovuto.
I progetti devono controllare periodicamente gli accordi di licenza e assicurarsi di rinegoziarli quando necessario.
I progetti che ricadono nell’ambito della normativa italiana ed europea sul diritto d’autore devono sempre rispettare i diritti morali degli autori, menzionandone esplicitamente i nomi. Dovranno inoltre rispettare l’integrità delle opere, a meno di accordi espliciti che autorizzino l’elaborazione dei contenuti.
I progetti devono presentare un avviso o dichiarazione di copyright (copyright notice) sul loro sito web, che chiarisca la titolarità dei diritti e i termini di utilizzazione delle risorse cui danno accesso.


raccomandazioni e linee guida

Copyright and the Networked Environment,
Issue Paper from the Networked Services Policy Taskgroup
<http://www.ukoln.ac.uk/public/earl/issuepapers/copyright.html>

Creating Digital Resources for the Visual Arts: Standards and Good Practice
<http://vads.ahds.ac.uk/guides/creating_guide/contents.html>

JISC Management Briefing Paper on Copyright
<http://www.computing.dundee.ac.uk/projects/dmag/bobby/jisc/183b.html>

Naomi Korn, Guide to Intellectual Property Rights and Other Legal Issues, © 2005 Progetto MINERVA
<http://www.minervaeurope.org/publications/guideipr1_0.pdf>

Giuliana De Francesco. Siti web e diritti di proprietà intellettuale. In: Manuale per la qualità dei siti web pubblici culturali, 2. ed. italiana aggiornata a cura di F. Filippi, © 2005 Progetto MINERVA, p. 177-194
<http://www.minervaeurope.org/publications/qualitycriteria-i/indice0512/defrancescositiwebipr.html>

MINERVA WP4, Sottogruppo italiano IPR. Tutela dei dati e dei diritti di proprietà intellettuale in relazione all’accesso in rete al patrimonio culturale. Prime considerazioni
<http://www.minervaeurope.org/structure/workinggroups/servprov/ipr/documents/wp4ipr040615.pdf>

World Intellectual Property Organisation
<http://www.wipo.org/>

IPR Helpdesk
<http://www.ipr-helpdesk.org/>

UNESCO Collection of National Copyright Laws
<http://portal.unesco.org/culture/en/ev.php-URL_ID=14076&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html>

11.2  Salvaguardare i diritti di proprietà intellettuale

Una volta identificati i diritti di proprietà intellettuale e negoziate le licenze, i progetti devono assicurare la protezione dei diritti di cui sono titolari e di quelli di terzi, prendendo misure che impediscano l’uso non autorizzato dei materiali.
In un ambito di rete, ogni transazione che coinvolge la proprietà intellettuale è una transazione di diritti. Una licenza, ovvero l’atto con cui il titolare dei diritti di proprietà intellettuale conferisce ad altri il permesso di utilizzare un particolare contenuto per determinati usi ben specificati, è un contratto a tutti gli effetti giuridici. Le condizioni della licenza possono variare: sta alle parti negoziare condizioni adatte alle loro esigenze, alle loro capacità e ai loro auspici. Una o più licenze-quadro accuratamente negoziate che coprano tutte le attività on-line di una determinata istituzione culturale e che siano eventualmente rivedibili ogni anno, possono facilitare notevolmente il lavoro dell’istituzione culturale stessa, riducendone gli oneri di amministrazione delle liberatorie e ampliando al tempo stesso il mercato per le associazioni di titolari di diritti.
L’espressione dei “Termini di disponibilità” o delle “Regole commerciali” per le risorse è demandata ai metadati per la gestione dei diritti, dati cioè che identificano con sicurezza e senza ambiguità la proprietà intellettuale, gli specifici diritti che sono concessi (ad esempio di leggere, di stampare, di copiare, di modificare ecc.) con le correlate costrizioni e limitazioni, insieme agli utenti reali o potenziali ammessi. Per chiarezza sia degli utenti sia dei fornitori di servizi è raccomandato distinguere i metadati relativi ai diritti di proprietà intellettuale dalla risorsa.
Per esprimere i termini delle licenze senza ambiguità negli schemi di metadati amministrativi si possono usare gli standard REL (Rights Expression Language). Lo schema ODRL (Open Digital Rights Language) è un’applicazione open source di REL in XML; XrML è invece uno standard proprietario.

I progetti dovrebbero mantenere dati sui diritti che detengono o acquisiscono, in modo internamente coerente, così da poterli condividere con sistemi esterni in un formato standard (vedi § 7.2.2).
I tipi di informazione necessaria includono:

  • identificazione della risorsa digitale
  • nome della persona o organizzazione che concede la licenza
  • lo specifico diritto (o diritti) che vengono concessi (ad esempio, se è permessa la modifica) e ogni specifica esclusione
  • il periodo di tempo per cui la licenza è connessa
  • la comunità di utenti o gruppi che può usare la risorsa
  • ogni obbligo (inclusi i pagamenti) in cui l’utente della risorsa può incorrere.

11.2.1  Creative Commons

Si collega al modello Open Access e all’Open Use l’iniziativa Creative Commons, nata nel 2001, che ha rilasciato un insieme di sei licenze standard a livello internazionale che offrono uno spettro di iniziative intermedie fra un regime full copyright (tutti i diritti riservati) e il dominio pubblico. Le licenze Creative Commons, contestualizzate rispetto ai sistemi giuridici dei diversi paesi, sono utilizzabili gratuitamente e rendono possibile agli autori la condivisione delle opere creative rinunciando o conservando in parte i diritti di utilizzazione economica e consentendo l’utilizzazione libera per determinati usi e a certe condizioni. Licenze e condizioni d’uso sono esplicitate in RDF (Resource Description Framework).
Le licenze Creative Commons combinano fra loro quattro diversi elementi base: Attribution (Attribuzione), Non-commercial (Non commerciale), Non-derivative (Non opere derivate), Share-alike (Condividi allo stesso modo). Ogni licenza è disponibile in tre versioni: per i legali; per gli utenti; in formato leggibile dalla macchina.
Le licenze Creative Commons consentono: la visualizzazione pubblica; la distribuzione; la copia; l’integrazione dell’opera in una o più opere collettive, obbligando sempre e comunque a citare la fonte del materiale riutilizzato.
Fra le altre possibili restrizioni e condizioni: l’utilizzazione per scopi non commerciali; la limitazione del riuso per opere derivate. Prima di poter accedere a un qualsiasi contenuto, l’utente dovrà esplicitamente accettare i termini e le condizioni d’uso. Le licenze Creative Commons sono state utilizzate dall’OAI Open Archives Initiative e dall’iniziativa Dublin Core.
Se ne intendono agevolare la diffusione e il riuso, i progetti possono attribuire alle proprie risorse una delle licenze Creative Commons.
Il progetto europeo Romeo ha studiato l’applicazione delle licenze Creative Commons. I risultati sono divisi in cinque approcci:

  • Diritti sui metadati (Default repository-wide rights expressions over metadata)
  • Diritti sulle risorse (Default repository-wide rights expressions over resources)
  • Diritti opzionali di collezione (Optional set-level rights expressions over resources)
  • Diritti sui singoli record di metadata (Rights expressions over individual metadata records)
  • Diritti su singole risorse (Rights expressions over individual resources).

Il Progetto Romeo ha evidenziato che la gestione dei diritti si deve operare sia sui metadati che sulle risorse e sulle collezioni.


standard

Creative Commons
<http://www.creativecommons.org/>

Creative Commons Italia
<http://www.creativecommons.it/>

The Open Digital Right Language Initiative
<http://odrl.net/> - <http://www.w3.org/TR/odrl/>

eXtensible rights Markup Language
<http://www.xrml.org/>

esempi, raccomandazioni e linee guida

Purloining and Pilfering, Web Developers Virtual Library
<http://www.wdvl.com/Authoring/Graphics/Theft/>

RoMEO Project
<http://www.lboro.ac.uk/departments/ls/disresearch/romeo/index.html>
<http://www.lboro.ac.uk/departments/ls/disresearch/romeo/>

Gadd, Oppenheim and Probets. The Romeo Project.
Protecting metadata in an open access environment. 2004 (Ariadne Issue 36)
<http://www.ariadne.ac.uk/issue36/romeo/>

The Common Information Environment and Creative Commons. Final Report to the Common Information Environment Members of Sutdy on the Applicability of Creative Commons Licenses (10 October 2005)
<http://www.intrallect.com/cie-study/CIR_CC_Final_Report.pdf> - <http://www.intrallect.com/cie-study/CIR_CC_Appendices.pdf>

OAI-Rights White Paper
<http://www.openarchives.org/documents/OAIRightsWhitePaper.html>

11.2.2  E-Commerce

È comune per i programmi di creazione di contenuti culturali digitali del settore pubblico specificare che i contenuti creati devono essere messi gratuitamente a disposizione degli utenti ai punti di accesso, almeno a fini educativi. In alcuni casi però i programmi incoraggiano o espressamente richiedono ai progetti di produrre reddito con i materiali creati.
Un recente esempio è offerto dal portale delle Biblioteche statali italiane, Internet Culturale, che ha attivato un servizio e-commerce.
I progetti devono attenersi alle condizioni poste dal programma in merito all’accesso e uso delle risorse create.
I progetti devono garantire che ai diritti d proprietà intellettuale sia assicurata una protezione adeguata.


esempi, raccomandazioni e linee guida

ICCD Fototeca nazionale
<http://fototeca.iccd.beniculturali.it/> - <http://fototeca.iccd.beniculturali.it./servizi.htm>

Internet Culturale
<http://www.internetculturale.it>

11.2.3  Marcatura e impronte digitali

I progetti possono considerare la possibilità di apporre una filigrana o un’impronta digitale sui materiali che producono allo scopo di salvaguardare i diritti su di essi detenuti.
La filigrana digitale, o marchio elettronico (watermarking), è un segnale (marchio) incorporato permanentemente nei dati digitali. Tale marchio può essere usato per provare l’origine dell’immagine o i diritti su di essa detenuti. Il marchio è prevalentemente applicato alle immagini raster, ma può essere adottato anche su CAD vettoriali, audio, video e file elettronici di documentazione. Il procedimento di marchiatura elettronicaconsiste nel modificare il file immagine, in maniera non percettibile e virtualmente impossibile da rimuovere, inserendovi un insieme di dati d’identificazione riconducibili a una schedatura del documento e/o del proprietario. Per mezzo di un software specifico è poi possibile estrarre tali dati da un’immagine sospetta di uso non autorizzato, dimostrandone l’origine.
 Le filigrane possono essere visibili, invisibili o una combinazione delle due possibilità. In tutti i casi, la filigrana è introdotta in modo che la distorsione dell’immagine originale sia minima. Le filigrane invisibili devono essere in grado di impedire il ritaglio, la rotazione, la compressione o la trasformazione dell’immagine.
Il ruolo del watermark è essenzialmente quello di funzionare come deterrente a un impiego non autorizzato delle immagini. Per tale ragione è essenziale che l’utenza sia informata dell’esistenza del watermark sulle immagini distribuite. Questo può essere fatto:

  • inserendo l’avviso su una pagina generale di accesso al sito che l’utente è obbligato a leggere prima di accedere ai dati
  • inserendo l’avviso come didascalia aggiuntiva agli oggetti visualizzati.

Occorre ricordare che un watermark, oltre a introdurre un certo grado di deterioramento nell’immagine trattata, non può dare la garanzia assoluta che l’immagine non venga utilizzata abusivamente. Esistono infatti metodi e sistemi software che mirano a cancellare il marchio impresso: spesso, però, l’immagine risultante da queste manipolazioni risulta fortemente degradata. Il livello di standardizzazione dei watermark è a tutt’oggi abbastanza basso, e la diffusione su grandi collezioni troppo limitata e recente per poterne generalizzare le conclusioni e dare delle direttive che vadano oltre i suggerimenti.
Le immagini possono essere marchiate con la filigrana prima di essere distribuite, oppure contrassegnate con le impronte digitali in maniera dinamica al momento della distribuzione, cioè quando l’immagine viene scaricata da un sito web. Al momento in cui l’immagine viene scaricata, si possono codificare altre informazioni, come username, data, orario, indirizzo IP ecc. Questo rende ogni richiesta di scaricamento unica e tracciabile attraverso una base di dati delle transazioni che consenta di rintracciare chi sta scaricando le immagini. Tecniche simili possono essere usate anche per i file audio e video.


esempi, raccomandazioni e linee guida

Watermark ICCD (ICCD, 2003)
<http://iccd.beniculturali.it>

Purloining and Pilfering, Web Developers Virtual Library
<http://www.wdvl.com/Authoring/Graphics/Theft/>


1] La legge italiana sul diritto d’autore riconosce agli autori di opere dell’ingegno di carattere creativo diritti morali (alla paternità e integrità dell’opera, all’inedito), inalienabili e imprescrittibili, e diritti di utilizzazione economica, che possono essere alienati e trasmessi e che scadono. Alle altre figure a vario titolo coinvolte nella produzione delle opere (ad esempio, produttori, artisti interpreti ed esecutori ecc.) competono i cosiddetti diritti “connessi” al diritto d’autore. Fra i diritti connessi la legge fa rientrare quelli relativi all’emissione radiofonica e televisiva, all’edizione critica e scientifica, alle fotografie, alla corrispondenza epistolare, al ritratto.


 

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